Trovarsi insieme, macchine e persone: l’ultimo libro di Valentina Tanni

Appena finito di leggere il libro di Valentina Tanni (Conversazioni con la macchina. Il dialogo dell’arte con le intelligenze artificiali, Tlon 2025), sono andata a cercare “conversazione” nel vocabolario Treccani, trovando un elenco di significati legati al dialogo e al discorso, di sfumature che toccano concetti come familiarità, pratica, dimestichezza; di richiami artistici (le sacre conversazioni e i conversation piece); di occorrenze letterarie, fra cui il rimando alla prima delle Operette morali di Giacomo Leopardi (Storia del genere umano). Ciò che risalta, all’inizio della voce Treccani, è la derivazione della parola dal latino conversatio: “il trovarsi insieme”, che implica una sfera di situazioni fondate sulla relazione. E proprio di tipologie di relazione, di forme di reciproca dimestichezza fra persone e macchine, fra agenti umani e intelligenze artificiali, tratta il libro di Valentina Tanni.
Risfogliandone le pagine dopo aver approfondito il titolo, ci si accorge che anche i cinque capitoli e la densa introduzione mettono in pagina una sorta di conversazione tipografica: un paragrafo, una pausa segnata da tre asterischi, una citazione in corsivo allineata a destra, in cui prende la parola un convitato al discorso, un nuovo paragrafo che riprende degli spunti precedenti e li porta a un altro snodo. 
Anche nell’impaginazione, insomma, il libro di Valentina Tanni riflette la forma della conversazione, con chi – più o meno dagli anni ’50 del Novecento – ha dato avvio al dialogo con le “cosiddette macchine intelligenti”,  con chi ne sperimenta oggi le nuove capacità, con chi legge il testo, e infine anche con sé stessa, storica dell’arte esperta di tecnologie e fenomeni visivi digitali, docente, curatrice e autrice di testi di grande rilievo, fra cui Memestetica ed Exit Reality. 


“Che genere di arte e cultura può nascere dal dialogo con entità tecnologiche che sono ormai chiaramente ben oltre la nozione di ‘strumento’, e che assomigliano assai più a delle forme di vita?
“.

Per inoltrarsi in questa indagine, l’autrice segue le voci dei suoi interlocutori, per esempio quella di un pioniere della cultura digitale, Nicholas Negroponte, che nel lontano 1970 suggeriva: “Se i computer devono essere nostri amici, è necessario che comprendano le nostre metafore”. E poi le voci degli artisti che, per raccontare il proprio rapporto con la macchina, “usano una strategia antica e sempre efficace quando di tratta di navigare il mare del cambiamento: la metafora”.
Selezionando le sue fonti nell’oceano della letteratura specialistica, delle rassegne, delle interviste, Tanni allestisce così un catalogo di “metafore della relazione”, che offrono a chi legge una chiave di lettura e uno spazio (il più possibile) confortevole dove organizzare la varietà e la connessione labirintica dei fenomeni.
La macchina, in questa cornice – scrive Tanni – è intesa come un alter ego, un collaboratore, una figlia, un amante, un animale selvaggio. E l’artista, a sua volta, diventa una maestra, una genitrice, un giardiniere, un domatore, uno sciamano.
Sulla scorta di queste figure relazionali si strutturano i cinque capitoli del libro, che viaggiano nel tempo fra esperienze originarie, sviluppi tecnologici, novità recentissime, visioni teoriche, incontri e scelte. In ognuno, entriamo in una tavola rotonda in cui convergono idealmente e concretamente precursori e artisti all’opera in questi giorni, ricercatori, scienziati, invenzioni che hanno ispirato delle svolte.
Il primo capitolo, Dipingere con la macchina: collaboratori e alter ego, prende avvio dall’inglese Harold Cohen (1928-2016) con il suo “sistema esperto” AARON, arriva all’artista sino-canadese Sougwen Chung e alla schiera di collaboratori robotici addestrati sui suoi disegni, passa per le machines à dessiner di Jean Tinguely e ai congegni elettromeccanici degli anni ’60 e approda da ultimo alle riflessioni di James Bridle sulla varietà di modi bizzarri in cui le intelligenze possono rivelarsi. Analogamente per gli altri capitoli: Coltivazione e selezione: l’artista come giardiniere dialoga sugli algoritmi genetici, l’Artificial Life Art e la creazione di mondi simulati “invitando” artisti come William Latham, Karl Sims, Ian Cheng, insieme con Mendel, Darwin, Dawkins; Cavalcare la macchina: l’artista come domatore conversa sull’addomesticamento dei sistemi di deep learning attraverso l’artista Memo Atken e passa ai modi in cui artisti e artiste curano i dataset, riportando le esperienze diverse di Anna Ridler, Roberto Fassone, Eryk Salvaggio; Generare forme di vita: la macchina come prole ricorda le creazioni di IA neonate che imparano dall’ambiente del duo Art is Open Source (Iaconesi e Persico) e le sperimentazioni sul tema degli “amori interspecie tra persone e intelligenze artificiali” di Mara Oscar Cassiani; in chiusura 
Incantesimi sotto forma di prompt: l’artista come sciamano  si addentra nell’uso non convenzionale del prompt, che porta agli aspetti magici dei processi linguistici indagati da Jon Rafman e arriva fino all’installazione interattiva Unlearning Laguage (McCarthy, McDonald) che invita i partecipanti a rendersi incomprensibili alla macchina, a cercare di escludere l’IA dalla comunicazione, sabotando in qualche modo la pratica stessa del conversare. 

Oltre a una sintesi e a una precisione ammirevoli, Conversazioni con la macchina dà l’idea a chi legge di poter proseguire il dialogo, popolando lo schema metaforico con nuovi incontri o riconoscimenti.
Soprattutto, offre una visione non binaria del fenomeno in corso, in cui ciò che importa di più non è rivaleggiare, ma immaginare e verificare

“forme di coabitazione con le macchine che siano in grado di arricchire la nostra esperienza del mondo, mettendo in discussione, quando necessario, la struttura, la logica e la politica delle macchine stesse”. 

AS

Valentina Tanni, Conversazioni con la macchina. Il dialogo dell’arte con le intelligenze artificiali, Tlon, Roma 2025
(l’immagine in apertura, con la riproduzione dell’opera di Mara Oscar Cassiani in copertina, è tratta dal sito della casa editrice Tlon).